3DRevolution 2013: novità dal mondo hardware professional

Si è svolto oggi il tradizionale appuntamento del 3DRevolution, organizzato e quest’anno anche ospitato da Intersystem. L’occasione per aggiornarsi sui prodotti professionali dei principali produttori mondiali (Intel, nVidia, etc.) e prendere contatto con una serie di prodotti hardware all’avanguardia, dalle workstation HPC a piccoli PC aziendali.

3DRevolution 2013

La giornata si è aperta con l’overview di Arnaldo sui servizi di Intersystem: particolarmente significativo è stato l’accento posto sul problema della sicurezza dei dati, oggi che va molto di moda il cloud di terze parti: quanti lettori sanno che ad es. i server cloud che stanno in California (famosi per il loro basso costo) sono accessibili da associazioni di cui voi non immaginereste neanche l’esistenza ma che hanno il potere di leggere tutto ciò che custodite senza chiedervi il permesso? Quanti sanno quali protocolli di sicurezza sono implementati sul cloud di vostro uso qualora decidiate di archiviare sopra dati sensibili, personali o peggio di terzi? Lo stesso dicasi quando viene esternalizzato il servizio di rendering presso le render farm. Ecco che allora si pone il problema di mantenere al sicuro i dati, internalizzando il cloud con prodotti come NAS appositamente configurati oppure una piccola farm in ufficio entrambi accessibili da remoto ovunque voi siate nel mondo.

Intel ha colto l’occasione per ricordare che le proprie CPU sono in fase di transizione dalla fase tock alla fase tick, con Ivy Bridge in switch verso Haswell: bisogna distinguere naturalmente tra le varie classi di prodotto, ovvero tra Itanium, Xeon Enterprise, Xeon series, Core, etc. Ad es. Xeon 75xx è rimasto addirittura all’architettura Nehalem, risalente a oltre 3 anni fa, mentre gli altri Xeon sono variamente distribuiti tra le 2 precedenti architetture rispetto all’attuale, come spesso avviene in ambito professional rispetto a quello consumer. Al di là della roadmap attuale, è stato mostrato Xeon Phi, ovvero coprocessori X86 per il calcolo parallelo molto spinto. In pratica, invece di riscrivere il codice per distribuire il calcolo in ambito GPU (CUDA oppure OpenCL), si mantiene lo stesso codice di programmazione che viene fatto girare su una CPU che integra al suo interno fino a 60 core per un totale di 240 thread gestibili, con istruzioni SIMD a 512bit e più di un teraFLOP di prestazioni di picco a doppia precisione in ogni chip. Ripeto, si tratta di un coprocessore, ovvero che non sostituisce la CPU di sistema e che entra veramente in funzione solo quando si mette in campo del calcolo altamente parallelo.

nVidia ha rimostrato la nuova architettura Kepler in ambito Quadro e Tesla (ne parliamo sul numero di CGT&A in pubblicazione, su GeForce è presente solo sulla serie GTX6xx), lanciata all’inizio di marzo nei modelli K600, K2000 e K4000 (K5000 venne lanciata l’anno scorso, K6000 arriverà sugli scaffali tra qualche tempo) e la differenza esistente tra prodotti professionali e prodotti consumer, che più volte in passato su questo blog è stata evidenziata: supporto professionale, garanzia estesa fino a 3 anni, life cycle garantito, progetto interamente nVidia (PNY ne cura la distribuzione in Europa), driver ottimizzati, calcolo CUDA potenziato con RAM di tipo ECC, presenza di feature avanzate come il 3D Vision Pro, etc.

PNY ha lanciato la promo “evento” che prevede l’acquisto di un bundle di 4 schede Quadro a poco più di €800, ideale per rivenditori ma anche per professionisti che vogliono aggiornare le proprie postazioni differenziandone l’uso. Mentre da Intersystem le Quadro Fermi sono in promozione a costo ribassato. In più le nuove architetture GPU accelerated HPC Tyan, modello FT77A-B7059, equipaggiate con un dual Xeon E5-4600, fino a 1024GB di ram DDR3 1600Mhz e con ben 8 slot PCI-E x16, ovvero piattaforma Intel Romley-EP.

Nel pomeriggio, dopo un lauto pranzo offerto dalla casa, momento test:: sempre belli da provare le periferiche della 3DConnexion, i ben famosi in ambito professionale “mouse 3D”, di cui ritengo che la versione SpaceExplorer costituisca il miglior compromesso. Entusiasmanti i nuovi sistemi NUC proposti da Intel e basati su un Barebone, che Intersystem personalizza sia nella componentistica interna che nella livrea esterna, disponibile in una discreta quantità di colori. Caratteristiche base degli Isy-NUC: processori Intel Celeron oppure Core i3 (nel corso dell’anno anche i5 e i7), storage SSD di Intel serie 5, con tagli che da 30GB arrivano a 240GB, compatibilità fino a 16GB di ram, chip Centrino per la connessione WiFi, possibilità di avere fino a 2 HDMI in grado di gestire due monitor in maniera indipendente, porta ethernet oppure Thunderbolt, 2 porte USB posteriori e 1 anteriore, consumo totale di 65W con raffreddamento che dire silenzioso è dire poco. Con prezzi per altro assolutamente competitivi, partendo da poco più di €700 se interamente equipaggiati oppure da poco più di €300 nel caso del solo Barebone. Linea di produzione certificata e garanzia di 3 anni Pick-Up & Return. Volete sapere le dimensioni? La scheda madre è di 10,16 x 10,16 cm, lo chassis di poco superiore: si infila in una tasca della giacca ed è perfetto per fiere, mostre e qualsiasi spazio ridotto che non consente tradizionali installazioni. Irraggiungibile la Isy Tesla W2600CR2 (in foto) dual Xeon E5-2620 con 4 Tesla K20, potenza allo stato puro ideale per renderfarm CPU e/o con suite CUDA (disponibile sia in configurazione tower che in configurazione rack).

Isy Tesla W2600CR2

Ho preso visione del bel NAS a due vie della Shuttle Omninas KD20 (serie introdotta nel 2012) che presenta le seguenti peculiarità: supporto di dischi fino a 4TB (quindi max 8TB in raid 0), raid 1 hot-swappable, 3 porte USB di cui una di tipo 3.0, lettore di smart-card funzionalità di file sharing, funzioni di backup, protezione dati via password e app gratuita messa a disposizione da Shuttle stessa su Android e iOS per un uso di tipo cloud storage privato. Costo a poco più di €150.

Infine menzione per Planar, società poco conosciuta in Italia ma particolarmente attiva nelle soluzioni professionali di videoproiezione, come video wall, large format display, transparent display, touch screen. All’evento era visibile l’installazione di un video wall a 4 schermi LCD Clarity Matrix con retroproiezione LED garantita per un periodo di vita fino a oltre 10 volte superiore quello delle attuali lampade (ca. 9000 ore), prodotti per funzionare 24×7, in grado di supportare la risoluzione 4K. Certo, costi non alla portata di tutti, si può parlare anche di €20.000 per ogni display, ma la cosa incredibile è che l’elettronica è esterna, per cui ad esempio appoggiando la mano sul vetro esso è freddo, il che significa che un video wall di 8 schermi non avrà la funzione di radiatore, come ogni tanto capita. In più, la tecnologia Planar Mosaic è in grado di gestire installazioni visuali con architetture di design, con monitor perfino usabili in diagonale, di particolare effetto grafico.

Beh, per quest’anno è tutto, per ciò che non trovate scritto… potevate venire anche voi! Sorriso

Info Simone82
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